I delitti della
vedova nera
Patricia Strongshield (I)
Aeroporto di Gatewick, novembre.
La Vedova Nera diede un ultimo sguardo al suo sedere roseo, riflesso dagli
specchi nel bagno delle signore, le lunghe mutande di pizzo nero abbassate al
ginocchio, la gonna rossa rovesciata all'indietro, in delizioso contrasto con
i capelli rosso-oro.
I detectives dell'Interpol avrebbero pagato molto per avere una foto del suo
sedere, sorrise compiaciuta, ma nessuno era mai stato in grado di descriverlo.
Tutti quelli che lo avevano visto erano, come dire, spariti. Al loro posto era
stata trovata una vedova nera, un ragno peloso e disgustoso, in una gabbietta
di fili di cristallo.
Patricia Strongshield si rimise a posto le
mutande e uscì per dare una ultima occhiata a Johnny, la sua prossima vittima
la stava aspettando. Ma lei non gli avrebbe fatto vedere il suo sedere, come
gli aveva promesso per convincerlo all'incontro, non questa volta gli avrebbe
detto. Doveva attirarlo nella villa di Mondello. Adesso avrebbe finto di
piagnucolare. Oh, Johnny, mi vergogno, è la prima volta che faccio una cosa
del genere. Devi darmi più tempo. Perdonami se non mantengo la mia promessa.
Quante erano state le sue vittime? Non riusciva neanche più a ricordarlo.
Tutto era cominciato a Southanpton molti anni prima, ricordava la prima
vittima, un ricco commerciante, uno scozzese che importava salumi. Lo scozzese
le aveva dato il suo biglietto da visita per impressionarla. Charles Scroogle,
Import Export. Addio Scroogle.Allora era poco più di una ragazzetta con un
culetto delizioso. Ogni volta si era detta questa é l'ultima. Ma non poteva
smettere. Attirare lentamente la vittima nella sua ragnatela, scegliere e
mettere da parte la vedova nera che gli era destinata. Allevare i suoi ragni
nella gabbia cilindrica di cristallo, al sicuro nella soffitta della villa a
Mondello. Il loro veleno uccideva in pochi secondi, erano selezionati, una
varietà unica al mondo.
Mentre osservava compiaciuta Johnny, fu scossa da un brivido di paura,
pensando al suo futuro. Che cosa avrebbe fatto quando il suo sedere non fosse
stato più tondo e sodo? La ginnastica, lo sport al sole, le creme, i massaggi,
la frutta e verdura, niente era stato risparmiato per mantenersi uno splendido
sedere che le ragazze spesso ancora le invidiavano. Ma non sarebbe durato
sempre, le cose vanno e vengono, maledizione. Forse avrebbe dovuto cercarsi
una ragazza da addestrare, una complice da mandare avanti al suo posto. Lei,
Patricia, avrebbe continuato a scegliere le vittime, ad attirarli, a giocare
con loro fino a quando non sarebbe venuto il momento di mostrarsi. Allora
sarebbe entrato in scena il sedere della giovane complice.
