
Aldo Vincent
I TAMBURI
Passò un'ora e notai che i tamburi avevano smesso di chiamarmi
bombajan che sono tre colpi di seguito morbidi, ma mi chiamavano con due colpi
secchi:
-Cosa dicono? - chiesi al ragazzo?
-Ti chiamano Alagi bamboo twobob
Twobob era un residuo coloniale di quando i bambini chiedevano la carità agli
inglesi e la moneta più piccola che chiedevano era il due penny "Two Bob" il
nomignolo del loro Re. Un nomignolo che era rimasto per indicare i bianchi
colonizzatori.
- Perché twobob? - chiesi incuriosito
- Perché sembri un twobob, tu sul cavallo con l'ombrello e lo schiavo a piedi!
– Rispose il ragazzino.
Ci pensai su un po' su e poi gli dissi:
-Senti, monta un po' tu a cavallo, perché mi voglio sgranchire le gambe. - Lo
feci salire a cavallo e mi misi a camminare sollevato.
Finché dopo una buona mezz'ora ascoltai i tamburi che avevano cambiato di
nuovo il mio nome.
-E adesso?-
-Ti chiamano Alagi bamboo joujen, il molle. -
-E perché? -
-Perché non hai autorità! Lasci che un bambino stia sul tuo cavallo e questo
non è bene per un Alagi. -
-Ah si? E allora montiamo tutti e due, - dissi e facemmo un pezzo di strada
così stretti sul pelo della povera bestia finché i tamburi cambiarono ancora.
-E adesso? - chiesi sconsolato
- Alagi bamboo boulanghè, lo sprovveduto. Perché affatichi inutilmente il
cavallo finché cadrà morto e ti toccherà andare a piedi. -
- Esatto! Allora andremo a piedi - dissi sollevato. Ma dopo pochissimo tempo
capii che qualcosa non andava perché i tamburi avevano cambiato ancora.
- E adesso? -
- Alagi bamboo tuommalè, il cretino. - Perché hai un cavallo e andiamo a
piedi.
Ci pensai su un poco poi:
- La sai una cosa? - gli dissi senza aspettare risposta. - Adesso monta sul
cavallo e si farà un po' per uno come ci pare, perché se stiamo ad ascoltare i
tamburi, andrà a finire che non arriveremo da nessuna parte -
E così facemmo.