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Elaine
13 luglio 2007 nix
& Strudel
Il negro all’ingresso del locale è davvero una bestia. Mai visto uno più
grosso. Con quel completo nero ha un’aria terribile e comica allo stesso
tempo. Ma la prima di sicuro ha il sopravvento sulla seconda.
Ormai era una settimana che ogni notte andavo al Delirio Habanero, sono
uno yuma, ma non creo problemi e lascio belle mance. Il negro mi saluta
con una maschia cordialità e blocca la fila alle mie spalle. Mentre mi
guida al tavolo mi chiede se voglio la ragazza più bella del locale,
mulatta e molto chiara. Non si sarebbe mai sognato di offrirmi una negra,
sorride.
Okay, gli dico, però mi devi fare un favore.
Annuisce felice, è in arrivo la sua percentuale quella notte.
Falla venire da me vestita in maniera tranquilla, insomma non ho voglia di
far storie con qualche americano che si eccita a vedere la tipa, gli dico.
Il negro sorride, mi dice che è contento che io abbia quell’approccio così
serio, era convinto che fossi una persona perbene e cose di questo genere.
Poi mi dice che devo stare tranquillo, che parlerà con Elaine e che gli
dirà di quanto io sia educato, ecco tu sei proprio educato, mi dice, è la
parola giusta.
Lo fisso sorridendo, questo negro ha un non so che di delicato, di
garbato.
Ti ho visto le altre sere, continua, hai bevuto come un cubano ma sei
sempre educato con le ragazze, io questo lo apprezzo, e non soltanto
perchè rende meno difficile il mio lavoro.
C’è sempre da sorprendersi di qualcosa in questo buco. Il locale lo
conosco bene ormai, ci trovi le ragazze più belle dell’Avana senza dubbio,
quindi direi le migliori di Cuba e dei Caraibi, inoltre è un buon bar e
fanno musica dal vivo sempre diversa. É un posto dove non puoi non andare,
ma i turisti europei e americani non sono la maggioranza, i più sono
cubani e comunque molti sudamericani.
Elaine è bella. Bella e sorridente per fortuna, detesto le puttane che si
fanno forti della loro bellezza, mi piace che tutto sia semplice e che
fili via nel sorriso. Specialmente ai tropici e con la musica e il rhum, a
uno piace che tutto fili via con un certo stile. Ma lei era bella e
sorrideva.
Ti piaccio vestita così? mi fa.
Io le sorrido e le dico che sarebbe bellissima anche dentro a un sacco. Mi
scuso per il mio spagnolo buffo, ogni tanto sbaglio gli accenti, e lei mi
dice che invece non è male. Mi chiede piccole cose e cose più grandi, ma
tutto con leggerezza colorata. Accenna a ballare.
Che vuoi da bere Elaine? Le dico che amo il mojito, lei si alza e senza
darmi tempo di parlare fila al bancone, ordina indicando il nostro tavolo.
Al secondo mojito mi avventuro in uno spagnolo più ricercato e poetico.
Balliamo un mambo, le tocco finalmente i fianchi, mi arriva il profumo
dolce del suo corpo, le braccia sono nude e leggermente sudate. Passa il
negro e ci saluta sorridendo, mettendomi una mano sulla spalla come a
benedire la nostra transazione di affetti.
Lei si fa più vicina e mi dice all’orecchio 'Jorge è mio fratello, insomma
abbiamo solo lo stesso padre, ma è davvero tutto per me, quando era
piccolo lo picchiavo sempre '.
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